un’amorevole rivolta (foto di Emanuele Pensavalle)

Qual è il problema?

Il problema è che non stiamo in una crisi di salute pubblica, ma in una crisi di comunicazione, informazione, epistemologia.

Governi, media, scrittori e singoli individui hanno pensato che fosse una buona idea imporre questo continuo terrorismo fatto di tabelle di infettati, malati, morti, intubati, senza la minima preoccupazione per le implicazioni psicologiche, relazionali e sociali di questi dati, delle loro visualizzazioni, delle curve esponenziali, delle scale logaritmiche — in ogni angolo del nostro campo visivo e in ogni portata della nostra dieta comunicazionale.

Cosa si può fare se non essere schiacciati da tutti questi dati e dalle loro rappresentazioni…


Exploring new alliances with Data and Computation, for Nuovo Abitare (New living)

Nuovo Abitare
Nuovo Abitare

dear *,

We are closed in our lockdowns: Italy is practically all a red zone, while we wait for large parts of the population to be administered vaccines. Our borders are limited to our homes, to our short walks, to markets where you can buy food. We can travel only for work or medical conditions. We have screens for everything else.

The only allowed dimensions are consumption, production and platform-mediated communication (and, there, yet more consumption).

Our accessible (and imaginable?) spaces get so small that behaviours become repetitive and hallucinogenic, so much that the perception of time quickly becomes distorted…


Quante volte si dice, anche brutalmente.

Lasciami perdere, ho il ciclo.

Lo dicono donne e uomini, alcune volte in maniera volgare e sessista, descrivendo donne e uomini, parlando di momenti di antipatia, di acidità, di rabbia, tipo quelli che possono essere facilitati dalle alterazioni ormonali e fisiologiche che avvengono durante i giorni del ciclo mestruale.

Beh, in questo periodo il ciclo io ce l’ho.

Il ciclo della chemioterapia.

Ogni 30 giorni mi aspettano 5 giorni di 370mg di Temozolomide più una pasticca di farmaco antinausea.

Questo è quello che si fa per trattare il mio tumore al cervello.

Nonostante sappia…


the publication about our epic speculative design workshop is out, here are some details and explanations

the SpeculativeEdu team encounter the neorural ritual of Titanic Participatory Cooking
the SpeculativeEdu team encounter the neorural ritual of Titanic Participatory Cooking
the SpeculativeEdu team encounter the neorural ritual of Titanic Participatory Cooking :)

So, here’s the fact: we’re in this great EU project called SpeculativeEdu. It deals with speculative design and its related practices. It’s got great partners and objectives, and you can read about them here.

Among the things the project lets us do are events and workshops, to test out what we are doing, and to bring together an international community focused on speculative design, so that we can all try to see what are the best ways in which we can use these design practices to enable and facilitate society to reflect around its futures, both in terms that are…


Ecological platforms

Trump banned from social media. Sci-hub banned from social media. Two very different things.

Many roads lie ahead, now.

As a result of the things I research and make, I don’t think that these technical/administrative solutions are going anywhere.

As we know from systems and language theories, no formal code will ever be able to exactly overlap reality: no map, no data, no archive will ever be able to match reality, formally and with the many exclusions, conceptual holes, space for interpretations, power games that each map, data, archive or other type of formal code introduces. …


Guardate questo video:

https://vimeo.com/495716066

“If it became automatic, would the hospital of the future be more human?”

Finisce così questo breve documentario. Molto bello, per carità.

Ma ha un grande difetto: parla solo della tecnica.

E quindi, come in tutti questi casi, dipende tutto dal tema della tua ricerca e, in finale, da cosa devi vendere.

In modo altrettanto bello e interessante potremmo fare altri 20 documentari che dicono altre cose importanti, vendendo altri set di pentole e servizi.

A me non interessano molto queste speculazioni, perché non devo comprare nessuna pentola.

Essì che, da “malato in sospeso” (e si…


In questi giorni sto leggendo “Homo Deus: breve storia del futuro” di Yuval Noah Harari. Non avevo mai letto nulla di suo e devo ammettere di essere stato molto curioso, anche perché è un storico di successo che è poco più giovane di me e, quindi, volevo avere un confronto “storico”.

Non sono stato deluso: c’è molta ricchezza, scrive molto bene e fa degli esempi molto calzanti, che ti calano pragmaticamente e concretamente nel suo punto di vista. …


sotto le coperte

Mia moglie Oriana sta leggendo le “Tecnologie de sè”, di Michel Foucault, e oggi, al risveglio della domenica mattina, me le racconta sul cuscino.

È bellissimo e interessante.

Io guardo sempre con sospetto le classificazioni, perchè le cose si possono classificare in modi infiniti. È vero anche in questo caso: le classificazioni storiche e tecniche che fa Foucault si possono fare in tanti modi diversi, da tante angolazioni.

Per esempio lui, focalizzandosi sui modi in cui i dispositivi sono usati per esercitare potere — anche su sé stessi, trasformando gli atteggiamenti — fa una cosa che si potrebbe fare da…


Reti relazionali, network sciences, e diversità negli ecosistemi

Stavamo leggendo questo articolo. https://www.artsy.net/article/artsy-editorial-artists-famous-friends-originality-work

Il mio amico Alessandro Gerosa mi fa:

«”Per diventare un artista famoso, conviene più giocare a calcetto che dipingere un quadro” (cit.)
Comunque lo studio è molto affascinante, ma non capisco una cosa: si scopre che delle reti sociali molto espanse e internazionali sono correlate al proprio successo, e si deduce quindi che uno dei fattori chiave per raggiungere il successo siano le reti sociali. A me parrebbe invece piuttosto naturale pensare il contrario, ovvero che essi possiedano più connessioni, anche a livello internazionaale, proprio perché sono di maggior successo.»

Questa domanda ha molto senso…


Storie di funghi e del lato oscuro della Cura

the Mushroom at the end of the world e La Cura
the Mushroom at the end of the world e La Cura
“the Mushroom at the end of the world” e “La Cura”

Sto leggendo The Mushroom at the End of the World. On the Possibility of Life in Capitalist Ruins, di Anna Lowenhaupt Tsing. È un libro importante. Per saperne di più vi lascio a questa recensione su Doppiozero.

Vi dico che lo sto leggendo perché, anche se ne ho capito l’importanza, non mi piace.

Capire perché non mi piace mi ha fatto capire una cosa importante su di me. Che potrebbe essere anche importante per voi.

A me i libri in cui la narrazione, scienza, ricerca, teoria, filosofia e arte si miscelano, piacciono molto.

Per esempio, quando l’ho letto, una vita…

Salvatore Iaconesi

Artist. President at https://www.he-r.it/, founder at http://www.artisopensource.net/. Teaches Near Future Design and Transmedia Design.

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